martedì 29 marzo 2011

LA NATURA DELLE COSE, LE COSE DELLA NATURA



"Ogni giorno l'uomo riempie l'aria di veleni e la terra di rifiuti, tutto in nome del progresso. La natura, però, si ribella.". Questo è un luogo comune di cui mi piacerebbe scrivere e che, con i recenti accadimenti in Giappone, è tornato ad essere più che mai attuale. Quante volte si sente dire qualcosa di simile durante una cena tra allegri compagni o nell'improvvisato salottino pubblico di qualche piccola star del piccolo schermo? Spesso, tra l'altro, in quegli stessi studi televisivi si sente inneggiare al risparmio energetico, invitando lo sprovveduto telespettatore a ricordarsi di spegnere il led della tv prima di coricarsi, il tutto sorridendo alla luce di cinquanta faretti da 220W accessi ininterrottamente per rendere giustizia al sorriso della presentatrice. Un po' come chi inneggia all'animalismo più radicale dimenticando per l'occasione che la componente principale del su incantevole rossetto è il grasso di tanti teneri e innocenti vitellini dagli sguardi languidi.

Ma torniamo a noi. Dunque, il concetto chiave di chi pronuncia la frase di apertura è, a grandi linee, il seguente: "l'uomo maltratta la natura e la natura si ribella". Tradotto in attualese: "il Giappone fa le centrali nucleari e quindi si becca lo Tsunami".

Certo, l'immagine di una Madre Natura pura e potente che, ferita dalle sue stesse creature predilette, rivendica il suo potere scatenando sublimi catastrofi ha un ché di evocativo, ma cerchiamo di fare lo sforzo di riflettere un secondo sull'effettivo contenuto del concetto sopra espresso. Propongo di ridimensionare fin da subito la l'immagine della Natura vendicativa: non voglio sostenere cocciutamente che la scienza è l'unico modo di conoscere la natura delle cose ma che ci sia o no un Spirito della Natura o qualsiasi altra cosa simile, a noi non è dato saperlo e non risulta in nessun modo. È quindi una palese fallacia argomentativa porlo come premessa di un discorso. Procedo quindi sereno nel dire che non ha alcun senso (quanto meno in un contesto di dialogo in cui si vuole raggiungere un'utilità finale) sostenere che la Natura si "vendichi". Le persone si vendicano, le onde no. Certo, anche i primi uomini attribuivano agli dei sentimenti umani; noi però non siamo più i primi uomini e le dottrine teologiche si sono abbastanza affinate quindi, direi, approfittiamone.

Proviamo a riformulare il concetto: "ogni giorno l'uomo inquina e ferisce la natura in nome del progresso, presto o tardi ne subirà le nefaste conseguenze". Tradotto in attualese: "Il Giappone fa le centrali nucleari, e adesso, dopo lo Tsunami, si becca l'acqua radioattiva". Posta in questi termini la tesi sembra avere una valenza, in poche parole chi è causa del suo male pianga se stesso e chi ha voluto il nucleare non si lamenti delle radiazioni. Io, però, proporrei di ritentare un'analisi di questo concetto. Siamo ,a mio parere, davanti ad un errore tanto grossolano quanto grave e con sono certo io, ma Goethe, a disvelare. L'errore, proseguo, è quello di proporre questa dicotomia tra l'uomo e la Natura. Natura è una parola il cui contenuto, per quanto affinato e rivisto è ovvio per chiunque si fermi un attimo a riflettere: Natura è un concetto totalizzate e quindi non c'è nulla che non faccia parte della Natura. Qua bisogna procedere più cauti. Non dobbiamo fare confusione con l'ossessiva differenza tra naturale e artificiale di cui si sente spesso parlare. "Un rimedio naturale contro la cellulite!". Ma scusate un attimo, ma secondo voi Madre Natura, Dio o chi voi preferite, nel portare all'essere la materia ha attribuito ad una certa porzione del Creato la qualità univoca di "rimedio per la cellulite"? Mi sento di rispondere negativamente. È evidente che qualsiasi rimedio per la cellulite è artificiale. Anzi, a ben vedere, l'unica cosa "naturale" qui sarebbe la cellulite. L'aggettivo "artificiale" non significa "non naturale" ma "naturale e manipolato dall'uomo". Ora, essendo l'esser umano una porzione della Natura, tutto ciò che è artificiale altro non è che qualcosa di naturale manipolato da qualcosa di naturale. Un po' come il nido di una rondine o la diga di un castoro anche il nastro biadesivo è una cosa naturale. Ecco quindi che, ritornando a noi, anche le centrali nucleari, i tubi di scappamento, le ciminiere e sacchetti di plastica sono cose naturali. La Natura comprende all'interno del suo concetto anche l'uomo e le sue creazioni. Qualsiasi altro significato del termine è contradditorio e quindi inutilizzabile da chiunque voglia essere preso sul serio.

Io non ho ne i mezzi scientifici o le informazioni basilari per esprimermi sulla correttezza del nucleare o sulle responsabilità degli eventi catastrofici del Giappone, e anzi, non invidio assolutamente chi ha queste responsabilità. Allo stesso tempo, ritengo che eventi come questi siano sicuramente occasioni per riflettere, ma riflettere con un briciolo di metodo e autonomia. Vorrei quindi insistere sul fatto che la costruzione di una centrale nucleare non è una dichiarazione di guerra dell'uomo alla "natura" e che un onda non è una rappresaglia. Noi siamo esseri naturali inseriti in un contesto naturale e quella stessa Natura che noi siamo è, nel nostro linguaggio, una realtà dinamica e violenta che dello scontro con se stessa fa in primo mezzo per la ricerca della stabilità. Se la leonessa per sopravvivere manipola la natura squarciando le carni di un antilope così l'uomo disossa il terreno e costruisce turbine elettriche e una cosa non è più naturale dell'altra. Certo è che, come molte altre specie viventi, se non sapremo trovare il nostro equilibrio nel e con l'ambiente prima o poi spariremo, come Natura vuole. Allo stesso tempo, non credo però abbia senso condannare il progresso per i rischi che comporta; se la leonessa ragionasse così non sarebbe l'animale nobile che conosciamo. Lo scontro e la violenza fanno parte della natura delle cose e in tutte le cose della natura.


 

Grazie della pazienza.


 

Salutos y dineros


 

ilcuneo

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