Prendendo spunto da quanto scrisse il signor Fubini il mese scorso sul Corriere, vorrei incunearmi nella questione spinosa presente nel titolo, ma con un diverso punto di vista. I recenti eventi libertini che hanno visto protagonista il signor B. sono stati un ottimo catalizzatore per lo scandalo e il disgusto tra le nutrite fila del femminismo o simil tale. In realtà, il polverone sollevato dalla questione può essere spunto per tante di quelle discussioni che a sceglierne solo una sembra quasi di rinunciare alle vacanze estive per il Natale. Ma tant'è e quindi la domanda che vorrei porvi è: ma ai maschi chi ci pensa? Mi spiego:Premetto di non essere (o almeno di non credere di essere) sessista in nessun modo e quindi né femminista né maschilista; ma se tutti si gettano a commovente difesa dell'immagine della donna, io vorrei poter fare qualcosa per l'immagine dell'uomo italiano. Certo, è sbagliato e stupido assimilare un popolo a chi lo rappresenta (su le mani chi in cuor suo crede che tutti i libici siano ricchi petrolieri o tutti gli statunitensi laureati ad Harvard), è però un dato di fatto che certi scandali fanno più notizie di altri e che il detto "dimmi chi voti e ti dirò chi sei" è fin troppo facile da applicare in certi casi. E così i maschietti italiani smettono di essere dei giocosi amanti latini e si dirigono a pieni passi verso la nomea di vecchi libidinosi di plautiniana memoria. Insomma, se non tutte le donne, fortunatamente, sono come Ruby Rubacuori, non tutti gli uomini italiani sono come Lele Mora. Eppure i maschi italiani non insorgono, non scendono in piazza, non riempiono i blog e non si presentano disgustati da Santoro. E quindi mi chiedo: perché? No, non è una domanda retorica ma una domanda a tutti gli effetti. Perché il maschio italiano non pare offeso che la sua immagine proposta all'estero sia quella dell'organizzare di pornoparty? Non so darmi una risposta, già lo so, ma voglio riflettere ancora qualche riga da solo e vedere dove finisco. Potremmo prendere la questione dal fianco e prima chiederci: perché le donne italiane insorgono?
Il 13 Febbraio scorso "scendeva in piazzo l'orgoglio femminile" (cfr. Il fatto quotidiano); perfetto, andiamo a vedere perché. Scriveva sempre il Fatto che a milioni le donne scendevano in piazza: "Sull'onda dell'indignazione femminile. […] con slogan chiari, provocatori, in qualche caso particolarmente coloriti. Sempre all'insegna di una rivendicazione semplice: Dignità." Allora una cosa è chiara, le donne si indignano e rivogliono la loro dignità. Va bene, e questo è un punto fermo non da poco. Ma gli uomini? Come si pongono?
Provava a rispondere questa domanda in un editoriale il direttore di Avvenire Tarquinio: "Ebbene sì, se io fossi una donna domenica sarei in piazza. Non per politichetta, ma per amore. E per ribellione del cuore e della mente, da credente e da persona libera".
Perfetto, potrebbe essere così, le donne scendono in piazza per amore e per ribellione del cuore e della mente e se solo gli uomini potessero lo farebbero anche loro. Molto bello, ma io non ho capito cosa vuol dire.
Proviamo con un'altra risposta. Torniamo sul Fatto e leggiamo: "L'Italia non è quella che si legge nelle intercettazioni di Arcore". Ecco, questo mi piace molto. È quello che dicevamo prima. Eppure il mio dubbio, invece che cedere il passo, è sempre più forte. E perché solo le donne? Per fare sesso, siamo crudi, servono almeno due persone e, nel caso specifico del Bunga Bunga, di sesso diverso. Dove sono gli uomini in questa storia? È come se dopo lo scandalo di Monica Lewinsky tutte le stagiste americane fossero scese in piazze per dire che l'America non era quella dei servizietti di Washington e gli uomini avessero pensato "ah, se solo fossi una stagista sarei li con loro adesso." Non so, i conti non tornano.
E allora mi sorge un sospetto. Dunque, le donne sono state chiare e risolute nel dire la loro. Se mai nella loro vita o in un'altra capitasse loro di essere attraenti e ben volute da uomini ricchi e potenti, mai e poi mai sfrutterebbero la loro bellezza per sedurre uno di questi e a maggior ragione mai parteciperebbero alle loro feste private di dubbio gusto. E gli uomini? Loro non sono stati poi così chiari. E quindi mi chiedo, ma se l'uomo italiano, in media, si trovasse in una situazione di ricchezza e potere e trovasse fuori dalla sua porta una ragazza provocante e ben disposta ma un po' opportunista, cosa farebbe? Sbratterebbe la porta scandalizzato o si direbbe che, in fondo, "non c'è niente di male"? O forse sbatterebbe la porta scandalizzato, ma avendo fatto prima entrare la ragazza? Non lo so, ripeto, non ho i mezzi per rispondere e non voglio farlo. Espongo solo il dubbio.
Posso concludere come mi consiglierebbe di fare il buon Marzullo, e quindi mi faccio una domanda e mi do una risposta. Ma io fossi una bella donna "corteggiata" dal premier? Oppure, da uomo, se fossi ricco, potente e "corteggiato"? Sono sincero perché la sincerità è un pilastro di questo neonato blog. Caro lettore, non lo so. Sarei una persona migliore? Non lo so. Com'è una persona migliore? Non lo so. Certo l'idea di avere decine di donne ai miei piedi, suvvia, non è mi provochi completo disgusto e schifato sdegno e allo stesso modo immagino che la facile via di una prestazione per la strada spianata sia una tentazione difficile da combattere. Come diceve la bella e discutibile Monroe "per una donna essere molto molto bella è importante come per un uomo essere molto molto ricco". Ma qui, cari miei, stiamo scoprendo l'acqua calda.
Ma lo chiedo a voi, nella vostra metà di Bunga Bunga, cosa fareste del vostro libero arbitrio?
Cordialmente
Salutos y dineros.
ilcuneo
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